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Cattedrale SS. Pietro e Paolo – Strongoli

Sede Vescovile dal 1178 al 1818, La Cattedrale è situata nella parte alta di Strongoli quasi a voler sovrastare l’intero paese.

L’origine della diocesi di Strongoli risale presumibilmente a prima dell’anno Mille e vi si celebrava rito greco.

Era poco estesa (comprendeva, infatti, solo il territorio di Strongoli) e non godeva di particolari privilegi, ma era ricca di istituzioni ecclesiastiche: tra 500 e 600 è, infatti, documentata l’esistenza di un monastero di Conventuali dedicato a Santa Maria delle Grazie, di un convento di agostiniani dedicato a Santa Maria del Popolo, di un monastero di Cappuccini dedicato a San Francesco d’Assisi ed una quindicina tra chiese e cappelle.

Le date della costruzione della Cattedrale dei SS. Apostoli Pietro e paolo, invece, rimane incerta: dalle fonti esistenti, infatti, si evince la presenza dell’edificio già dal 1500, mentre alcuni storici sostengono a più riprese l’origine medievale della chiesa.

I vescovi succedutisi sin dall’inizio del XVII secolo sono dovuti intervenire per arginare lo stato precario in cui si trovava la cattedrale.

E’ con il vescovo Morelli, alla fine del XVIII secolo, che venne avviata un’imponente attività di ristrutturazione che ha interessato l’edificio sin dalle fondamenta ed ha costituito per esso una vera e propria rinascita.

L’impianto è basilicale a tre navate ed è sormontato da arcate su pilastri in muratura. Sul fondo dell’abside è ospitato un pregiato coro ligneo.

L’altare maggiore fu eretto dal vescovo Morelli ed è impreziosito da marmi policromi: sull’altare viene rappresentato più volte lo stemma di famiglia del vescovo.

La prima cappella a destra, dopo l’ingresso (detta “del Battistero”) ospita un fonte battesimale settecentesco in marmo policromo ed un dipinto raffigurante il Battesimo di Gesù, opera del Basile (1883).

La seconda cappella è dedicata alla Madonna del Pilerio ed accoglie una statua del Sacro Cuore e una tela che raffigura la Vergine del Pilerio del 1885.

La terza cappella risale almeno al 1653 e fu restaurata ai primi del ‘700: è sormontata da una cupola rivestita da decorazioni in stucco, è presente un altare marmoreo risalente al 1755 e un olio su tela raffigurante “L’ultima Cena”.

Nella navata di sinistra si trovano la cappella consacrata a S. Antero di Petelia, la cappella della Madonna degli Angeli e la cappella dei principi Pignatelli, con un pregevole altare settecentesco voluto da Monsignor Marzano.

Sull’altare è presente una pala tardo settecentesca che riproduce l’icona bizantina della Madonna di Capocolonna.

Fonti: museisantaseverina.it

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