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Cirò Marina

Comune di 13.974 abitanti che sorge sulla costa sulla costa ionica dell'alto crotonese nell'area dell'antica colonia magnogreca di Krimisa. È nota per il vino Cirò DOC ottenuto dai vigneti composti dal vitigno Gaglioppo, per le Clementine di Calabria (prodotto IGP), e come località turistica balneare.

Tappa dell'area costiera del progetto Postale2.0 finanziato da Fondazione con il Sud per il bando "Volontariato2019" Un progetto di turismo esperienziale-sostenibile dedicato alla riscoperta dei luoghi attraverso gli occhi di chi ogni giorno li abita e vive.

STORIA E GEOGRAFIA

Un territorio antico quello di Cirò Marina, che tra il VII e il VI a.C. era abitato da coloni greci e in cui è possibile ammirare – tra le altre cose – anche i resti di un tempio dorico, quello di Apollo Haleo. Un tempio la cui origine è legata alla leggenda di Filottete, il quale, al ritorno da Troia, consacrò le frecce donategli da Eracle proprio nel santuario di Apollo Haleo.

Cirò Marina è in provincia di Crotone e conta all’incirca 15mila abitanti. Il territorio prevalentemente collinare e si affaccia sul mar Ionio, circondato da vigneti, uliveti, campi coltivati.

I primi insediamenti costieri del Cirotano sono documentati da materiali attribuibili all’Età del bronzo, segnalati in località Motta, altri dello stesso tipo si sono scoperti nelle località Oliveto e Taverna, per cui sembrano disporsi lungo una via costiera, punto probabile di approdo di un commercio marittimo di cui si ipotizza l’esistenza già in Età neolitica. Altri dati archeologici, risalenti alla seconda metà del VII secolo a.C., hanno portato a ritenere che l’area del Cirotano (Cirò e Cirò Marina) sia divenuta punto d’incontro non violento tra due gruppi umani: le genti indigene e i coloni greci, dai quali i primi sembrano avere assorbito costumi, oggettistica e rituali.

In questi luoghi infatti, ricorda Diodoro Siculo, l’oracolo di Delfi aveva prescritto ad un certo Miscello di Ripe, acheo, di andare a colonizzare le terre ricche e fertili, comprese fra il promontorio Lacinio, la sacra Krimisa (denominazione che rimase da allora in poi ad indicare l’antico territorio cirotano) ed il fiume Esaro. I coloni greci, per motivi di approvvigionamento e sopravvivenza quindi, avviarono rapidamente la conquista del territorio già popolato (dalla prima metà dell’Età del ferro) da indigeni. Fino 1952 la città faceva parte del Comune di Cirò nel cui gagliardetto vi è impresso Bacco, dio del vino. Non a caso il nettare prodotto in zona è una delle sue principali risorse economiche insieme al mare, che nel tempo si è meritato per ventuno anni il titolo della Bandiera Blu della FEE e quello della Bandiera Verde. Titolo, questo, che viene insignito alle località balneari ritenute adatte ai bambini con fondali bassi e limpidi e spiagge attrezzate di ombrelloni, giochi per i più piccini e sabbia fine.

 LA LEGGENDA

La storia del vino Cirò ha inizio nell’VIII secolo a.C. quando alcuni coloni giunti dalla Grecia approdarono sul litorale di Punta Alice e fondarono Krimisa. La sua origine è legata alla leggenda di Filottete il quale, al ritorno da Troia, consacrò le frecce donategli da Eracle nel santuario di Apollo Aleo.

“Krimisa”è il nome che probabilmente deriva da quello di una colonia greca, Cremissa, dove sorgeva un importante tempio dedicato al dio del vino, Bacco.

Le due localita’ Calabresi, Crotone e Sibari situate lungo la costa jonica avevano una particolare importanza dopo aver dato origine alla produzione del “Krimisa” antenato dell’attuale Ciro’, che divento’,  il “Krimisa”,  il vino ufficiale dell’ Olimpiade e probabilmente è stato il primo esempio di sponsor secondo l’attuale definizione. Lo stesso Milone di Crotone, vincitore di ben sei olimpiadi, pare fosse un grande estimatore di questo vino che per tradizione veniva offerto agli atleti che tornavano vincitori dalle gare olimpiche. La tradizione è stata riportata in auge alle Olimpiade di Città del Messico nel 1968 e di Atene nel 2004 dove tutti gli atleti partecipanti hanno avuto la possibilità di gustare il Cirò come vino ufficiale.

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